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Un ricordo di Dario Fo

 

 

Boccaccio era uno dei personaggi previsti nella serie del Caffè Letterario e non ci fu alcun dubbio su chi potesse trattarlo: Dario Fo. Ci dette appuntamento nella sua residenza estiva di Alcatraz, un bellissimo posto nel cuore dell'Umbria, tra Gubbio e Perugia. Una residenza totalmente immersa nel verde e che nei periodi di vacanza ospita molti giovani che partecipano a corsi su temi vari legati a salute o cultura. Arrivammo con la troupe verso le 8 di sera, Dario ci accolse con molta ospitalità, c'erano parecchie persone e si respirava un'aria di leggerezza e allegria. Mi ricordava la colonia estiva in montagna dove passavo il mese di agosto da bambino. Qui erano tutti adulti ma aleggiava lo stesso spirito giocoso. Ricordo che in quei giorni c'era Stefano Benni che teneva un corso di scrittura e altre persone più o meno note che tenevano altri corsi, ma soprattutto ricordo quel clima: disteso e giocoso. Le riprese si sarebbero fatte il giorno successivo così avevamo il tempo di riprenderci dal lungo viaggio. Mangiammo velocemente e subito dopo Dario mi disse: “Michele, alle 9 (erano le 8 e 45) io racconterò ai ragazzi alcune novelle di Boccaccio che ho scoperto mentre preparavo la registrazione di domani. Puoi riprendere anche questo incontro?”. Io stavo bevendo il caffè e per poco non mi andò di traverso. Chi si occupa di video sa che preparare in un quarto d'ora un set e le attrezzature con luci e tutto quello che serve per fare una ripresa televisiva è praticamente impossibile e se si prova il rischio di buttare via il lavoro è altissimo. Ci abbiamo provato e grazie a molta fortuna siamo riusciti a registrare senza troppi intoppi. Il giorno dopo abbiamo fatto le riprese per la puntata su Boccaccio, poi lo abbiamo montato e infine è stato pubblicato con “la Repubblica”.

Dopo la pubblicazione Dario mi chiamò per ringraziarmi del lavoro svolto ed era molto contento che io avessi inserito anche le riprese delle novelle che aveva raccontato nell'improvvisazione della sera. Questo è successo qualche anno fa, poteva avere 84 o 85 anni e ricordo che mi colpì il suo entusiasmo, era travolgente. Ci siamo salutati con il proposito di fare qualche altra cosa insieme. Purtroppo questo ora non sarà più possibile.

 

Michele Calvano