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Le grandi scoperte scientifiche, tra studi, esperimenti e un pizzico di fortuna

L'episodio più famoso è quello di Alexander Fleming, il padre della penicillina: la sua sensazionale scoperta avvenne assolutamente per caso. Lo scienziato inglese stava conducendo degli esperimenti sul virus dell'influenza e, in procinto di partire per una breve vacanza, dimenticò alcune colture batteriche nel suo laboratorio. Al suo ritorno i vetrini non mostravano più i batteri, ma un sottile strato di muffa, una colonia di funghi della specie Penicillium chrysogenum: Fleming aveva appena scoperto la penicillina, il primo antibiotico moderno.

Questo è solo uno dei numerosi esempi di scoperte e intuizioni scientifiche casuali, frutto non solo di anni di studi e ricerche ma anche dello zampino della fortuna, che forse aiuta gli audaci ma sicuramente ha avuto un occhio di riguardo verso tanti scienziati. Prendiamo Wilhelm Röntgen. Il fisico tedesco stava facendo degli esperimenti con i raggi catodici e l'elettricità quando si accorse che sul tavolo, a poca distanza dal tubo catodico, stava brillando uno schermo di cartone cosparso di una sostanza fluorescente lasciato lì per caso: un bagliore fioco, che si riusciva a osservare solo con la coda dell'occhio, ovvero con una parte particolarmente sensibile della retina. Röntgen capì che quello strano fenomeno poteva avere una spiegazione sorprendente e che quella luce poteva essere qualcosa di completamente nuovo. Erano nati i raggi X.

Anche l'anestesia deve qualcosa all'imprevisto, in questo caso la goffaggine di un attore della metà dell'Ottocento. Era il 1844 infatti, quando il medico americano Horace Wells stava assistendo a uno spettacolo comico. Come accadeva spesso in queste occasioni, per aumentare il divertimento del pubblico ad alcuni volontari saliti sul palco era stato somministrato il protossido di azoto, meglio noto come “gas esilarante”. D'un tratto uno dei partecipanti aveva urtato contro un sedile procurandosi una profonda ferita, ma, come se nulla fosse, aveva continuato a intrattenere la platea: Wells intuì che la spiegazione doveva avere a che fare con il protossido di azoto e iniziò pertanto a compiere degli studi su questo gas, che divenne così il primo anestetico chirurgico conosciuto.

E che dire di Louis Daguerre? La sua invenzione della fotografia viene realizzata anche con il favore della sorte. Il chimico francese, che da tempo cercava un metodo per fissare le immagini, un giorno si dimenticò un cucchiaio su di una lastra argentata preparata con ioduro. La distrazione gli valse una scoperta formidabile: sulla lastra era rimasto il disegno nitido dell'oggetto. Ciò significava che lo ioduro d'argento era sensibile alla luce e permetteva di imprimere le immagini: era il punto di partenza di cui aveva bisogno Daguerre, che in poco tempo mise a punto la tecnica della dagherrotipia, antenata della fotografia moderna.

Concludiamo invece con un'icona del mondo contemporaneo, la bibita per eccellenza, sua maestà la Coca Cola. La bevanda ha una storia singolare e sembra che la sua creazione, avvenuta nel 1886, sia stata doppiamente accidentale. Il suo inventore, il farmacista americano John Pemberton, stava infatti cercando di mettere a punto un tonico antidolorifico da usare in alternativa alla morfina quando si accorse invece di avere tra le mani uno sciroppo dissetante; ma non basta, perché inizialmente la ricetta prevedeva una bevanda liscia: il cambiamento avvenne quando Pemberton mescolò per sbaglio lo sciroppo con acqua carbonata al posto di quella pura creando così la miscela effervescente più celebre del mondo.

 

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