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Arte: Il pensiero creativo di Pistoletto

“La prima opera d’Arte risale all’impronta di una mano sulla parete di una caverna: l’impronta della mano non è la mano, ma la rappresentazione, dunque il concetto, della mano fisica. Con la nascita del concetto, si ha l’origine del pensiero umano”.

Come testimoniano queste parole tratte dal suo ultimo manifesto Ominiteismo e Demopraxia, per Michelangelo Pistoletto l'Arte – rigorosamente con la A maiuscola – è la base della civiltà ed è una creazione prima di tutto concettuale e solo in seguito estetica.

Questa convinzione è al centro del percorso artistico di Pistoletto, protagonista da venerdì 7 ottobre alla GAMeC di Bergamo di una mostra dal titoloImmagini in più, Oggetti in meno, un paradiso ancora. L'idea del curatore Giacinto di Pietrantonio è quella di mettere a confronto tre momenti cruciali della produzione del maestro torinese.

Innanzitutto i famosi “Quadri specchianti” degli anni Sessanta, ampie lastre di acciaio lucidato a specchio su cui sono applicate immagini serigrafate: sono opere che vivono dell'interazione dello spettatore che, riflettendosi nello specchio, aggiunge nuovi significati al lavoro dell'artista. Arte in continua trasformazione e non solo da contemplare, grazie a cui Pistoletto si fa conoscere dal grande pubblico.

Seguono gli “Oggetti in meno”, considerati basilari per la nascita dell'Arte Povera: una serie di manufatti diversi sia per stile che per ispirazione, come fossero eseguiti da autori differenti, un atto di estrema libertà creativa che vuole minare “quel dogma per cui ogni opera di un artista deve essere stilisticamente riconoscibile, come un marchio commerciale standardizzato”.

L'ultimo nucleo è dedicato al ciclo “Terzo paradiso”, che ha come simbolo una reinterpretazione del segno matematico dell'infinito: iniziato negli anni Duemila è un progetto a cui hanno collaborato singoli individui e associazioni, un'opera collettiva e partecipata.

Una mostra che si snoda in cinque sale e si compone di una cinquantina di lavori per documentare il continuo rinnovarsi delle idee di uno dei grandi protagonisti dell'arte contemporanea.

 

Per approfondire l'opera di Michelangelo Pistoletto guarda la conversazione del critico Germano Celant.

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